Sala della Passione
La terza sala del piano nobile è dedicata al tema della Passione di Cristo. Attraverso un nucleo di opere che spaziano dal XIII al XVIII secolo, il percorso offre una meditazione visiva sul mistero della sofferenza e della redenzione, tema centrale nella spiritualità cattolica e nella devozione popolare chiusina.
Il Crocifisso ligneo medievale
Fulcro della sala è una statua lignea attribuita a un ignoto intagliatore dell'Italia centrale della prima metà del XIII secolo, proveniente dalla Concattedrale. L'opera, di intensa espressività, appartiene a quella tradizione di scultura romanica che raffigura il Cristo sofferente con una forza emotiva di grande impatto devozionale.
La Mater Dolorosa e le opere cinquecentesche
Una tavola cinquecentesca con la Mater Dolorosa e una replica seicentesca della composizione di Alessandro Allori del 1580 — raffigurante la Madonna in atteggiamento di dolore — documentano la continuità del tema mariano legato alla Passione. Di ambito fiorentino della metà del Cinquecento è anche un dipinto con il Cristo portacroce.
Matteo Rosselli e la pittura del Seicento
Un dipinto ottagonale raffigurante il Cristo che benedice il pane è attribuito a Matteo Rosselli, databile alla prima metà del Seicento. Di area senese è un'allegoria della Passione, che affianca opere con il Cristo flagellato e la Santa Faccia del XVIII secolo, insieme a una tela con San Filippo Neri che richiama il modello di Carlo Dolci.
Le argenterie sei-settecentesche
In una teca laterale sono conservate preziose argenterie sei-settecentesche provenienti in gran parte dalle chiese dell'antica diocesi chiusina: calici, pissidi e altri oggetti liturgici che completano il percorso devozionale della sala con la testimonianza dell'arte orafa al servizio della liturgia.