Il Restauro Ottocentesco della Cattedrale
Il restauro ottocentesco della Cattedrale di San Secondiano rappresenta l'intervento più radicale e trasformativo subito dall'edificio dopo la costruzione originaria del VI secolo. Avviato per ragioni di urgente necessità strutturale e conclusosi nel corso dell'ultimo decennio del XIX secolo, esso ha conferito alla chiesa il suo aspetto attuale.
Le origini del restauro
Intorno al 1881 emersero gravi preoccupazioni sulla stabilità strutturale dell'edificio. Il Comune commissionò all'architetto senese Giuseppe Partini (1842–1895) un'ispezione tecnica, effettuata nel gennaio 1882. Partini riscontrò urgenti necessità di consolidamento e avanzò proposte di intervento. Per raccogliere i fondi necessari fu istituita una Commissione per le Oblazioni Volontarie, presieduta da Pietro Nardi Dei, rettore dell'Opera del Duomo.
Un restauro che diventa trasformazione
Quello che era iniziato come una serie di interventi di consolidamento si trasformò progressivamente in una ristrutturazione complessiva dell'edificio. I lavori, avviati nel giugno 1894, portarono a trasformazioni sostanziali: "una facciata porticata, nuove capriate dipinte in sostituzione dei precedenti soffitti a cassettoni, decorazione a finto mosaico nelle absidi e nella parte alta della navata", vetrate policrome, una ricca pavimentazione in marmi intarsiati.
I protagonisti del cantiere
Il cantiere coinvolse alcune delle migliori maestranze artigiane della Siena del tempo: l'architetto Giuseppe Partini per il progetto complessivo, il pittore Arturo Viligiardi per la decorazione pittorica, il vetraio Franz Xaver Zettler per le vetrate, il marmista Leopoldo Maccari per il pavimento, il falegname Vittorio Brilli per gli arredi lignei. Il restauro si inserisce nel filone del neogotico e del neoromanico che caratterizzò molti interventi sulle chiese storiche italiane nella seconda metà dell'Ottocento.
Il risultato
Il risultato finale fu una cattedrale profondamente rinnovata che, pur conservando l'impianto architettonico originario con le sue preziose colonne tardoantiche, si presentava con un aspetto coerente e unitario, ispirato all'idea romantica di chiesa paleocristiana. È a questo restauro che si deve gran parte dell'atmosfera che ancora oggi colpisce il visitatore che entra nella Concattedrale di San Secondiano.