Il Colonnato
Il colonnato centrale della Cattedrale di San Secondiano è uno degli elementi architettonici più significativi dell'edificio e costituisce, nel suo insieme, il ciclo di rilievi tardoantichi più importante di tutta la Toscana. Le sue origini e la sua storia rispecchiano le vicende stesse della città di Chiusi lungo i secoli.
La ricostruzione del VI secolo
La guerra greco-gotica (535–553 d.C.) causò gravi danni alla primitiva cattedrale di Chiusi. Verso il 560 d.C. il vescovo Florentino avviò una grande opera di ricostruzione, documentata da un'iscrizione incisa sul pulvino marmoreo della terza colonna sinistra — una delle testimonianze epigrafiche più preziose dell'edificio.
Le colonne e i capitelli
La navata centrale è scandita da diciotto colonne di età romana, realizzate in travertino e in marmi pregiati — marmo pario, cipollino verde, breccia portoghese e granito egiziano — recuperate dagli edifici dell'antica Clusium etrusco-romana. Nove antichi capitelli sorreggono pulvini decorati con repertori iconografici di arte paleocristiana.
I pulvini tardoantichi
I pulvini, creati nella metà del VI secolo, sono il vero gioiello del colonnato. I loro bassorilievi — raffiguranti croci, simboli cristologici, animali simbolici e motivi ornamentali — costituiscono "il ciclo di rilievi tardoantichi più cospicuo della Toscana", come riconoscono unanimemente gli storici dell'arte. Questi elementi conferiscono alla navata un'atmosfera di austera solennità paleocristiana che nessun successivo intervento ha potuto cancellare.